• Manifesto

Comunicazione integrata, empatica, centrata sulla persona.

Potremmo dire che siamo i leader sul mercato
(sarebbe ovviamente una bugia).

Potremmo dire che la nostra comunicazione è oltre la comunicazione.

Potremmo dire che le nostre soluzioni sono su misura.
Potremmo usare un’altra frase-fuffa, che vuole impressionare, senza dire realmente niente.
Ma non è questo quello che siamo.
E allora cosa siamo?
Siamo realisti.
Siamo pragmatici.
Siamo entusiasti.
Siamo testardi.
Siamo audaci.
Siamo ironici (e autoironici).
Siamo squadra.
Ok, ma cosa importa a te, di cosa siamo noi?

Non promettiamo risultati irrealizzabili ma ci poniamo obiettivi chiari, raggiungibili e misurabili, così non perdi tempo e non disperdi il budget. 
Siamo convinti che per comunicare sia necessario avere una visione, e realizzarla in maniera integrata, non con interventi spot. 
La nostra creatività non nasce per caso e non nasce da sola: si basa su analisi, ricerca, dati e collaborazione. Per questo le cose che facciamo non sono (solo) belle da vedere, ma cose concrete, che funzionano.
Non siamo yes-man. Se un’idea funziona, la difendiamo. Se non funziona, lo diciamo. 
Prendiamo il nostro lavoro molto sul serio, ma non ci prendiamo molto sul serio. Utilizziamo l’ironia come strumento di relazione e abbiamo il coraggio di proporre soluzioni non convenzionali.

Le organizzazioni non
comunicano e non prendono decisioni.
Gli umani lo fanno.

La teorizzazione della comunicazione Human to Human non è una novità, ma risale agli anni ’90. Nonostante ciò, le aziende comunicano ancora in modo autoreferenziale, con messaggi istituzionali e formali, a volte addirittura freddi o distaccati.
Spesso infatti ci si dimentica che all’interno di qualsiasi organizzazione le decisioni sono sempre prese da persone, non da entità astratte o da segmenti demografici. 
Quando si tratta di comunicare con una persona infatti, entrano in gioco dinamiche non solo legate al soddisfacimento di un bisogno pragmatico, ma anche alla condivisione di valori emotivi.

Pensare che la comunicazione aziendale debba essere esclusivamente tecnica o istituzionale significa perdere un’opportunità: quella di creare un rapporto duraturo, che vada oltre l’interazione transazionale.

Quindi cosa cambia tra la comunicazione b2c e quella b2b? Cambia il contesto, certo, ma non in processo.
Noi di Visualcom affrontiamo tutti i progetti con lo stesso spirito. Analizziamo il contesto, comprendiamo le reali esigenze dei decision maker e costruiamo progetti che parlano alle persone, non solo ai ruoli. Abbandoniamo le narrazioni autoreferenziali e creiamo punti di contatto, rispondendo a problemi concreti ponendo le basi per un successo duraturo.

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  • “Da anni Visualcom è per noi un punto di riferimento nell’ambito dell’Industrial UX: con la sua visione e la nostra tecnologia portiamo avanti la rivoluzione dell’approccio di design delle interfacce uomo-macchina in ambito industriale.”

    Wonderware Italia

  • “Da anni Visualcom è per noi un punto di riferimento nell’ambito dell’Industrial UX: con la sua visione e la nostra tecnologia portiamo avanti la rivoluzione dell’approccio di design delle interfacce uomo-macchina in ambito industriale.”

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